Nicoletta Trotta

Dal catalogo della Mostra: LA DEFORMAZIONE DELLA REALTA’, alcuni estratti del saggio di Nicoletta Trotta

Notizie sull’Archivio Gallian di Pavia

 

L’archivio di Marcello Gallian è approdato nel 2002 presso il Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei dell’Università di Pavia per generosa donazione di Giampiero Gallian. Si tratta di un fondo cospicuo, composto da un’ingente mole di materiale eterogeneo: un ricco epistolario, autografi relativi alle opere dello scrittore e una nutrita sezione bibliografica. In occasione del convegno L’avanguardia radicale di Marcello Gallian, tenutosi a Pavia nei giorni 17 e 18 dicembre 2008, il Centro Manoscritti ha allestito una mostra1 documentaria e bibliografica dal titolo Ribellione e avanguardia fra le due guerre. I libri e le carte di Marcello Gallian, con l’intento di illustrare vari aspetti dell’attività culturale ed artistica dell’autore attraverso una prima selezione dei ricchi materiali presenti nel suo archivio personale: manoscritti, dattiloscritti, lettere, cartoline, edizioni assai rare, opuscoli, riviste, ritagli di stampa, pieghevoli, volantini, locandine e fotografie. Furono pure esposte opere pittoriche di Gallian, messe a disposizione dalla famiglia.

Una parte assai consistente dell’archivio è costituita dalla corrispondenza: si conservano circa 1800 unità epistolari inviate a Marcello Gallian tra il 1926 e il 1968, anno della sua morte, da 380 corrispondenti della statura di Sibilla Aleramo, Corrado Alvaro, Riccardo Bacchelli, Romano Bilenchi, Massimo Bontempelli, Anton Giulio Bragaglia, Enrico Falqui, Gianna Manzini, Eugenio Montale, Enrico Pea, Berto Ricci, Giuseppe Ungaretti e Cesare Zavattini, per citare solo qualche nome.

Tra le testimonianze più antiche si segnala una missiva di Massimo Bontempelli senza data, ma del 1926, che attesta il giovanile ed impetuoso entusiasmo di Gallian esordiente, impegnato nel progetto di fondare una nuova rivista “a sorpresa”. All’interno dei carteggi molteplici sono le attestazioni di stima per l’opera dell’autore, come le parole di Sibilla Aleramo scritte in data 21 dicembre 1934 a Gallian, a commento di un suo pezzo, dal titolo Giornata di donne, uscito quello stesso giorno su “Quadrivio”: «C’è la Sua straordinaria genialità e forza: debbo confessarle, Gallian, che Lei è il solo scrittore italiano che qualche volta invidio, io che non invidio mai nessuno e nulla».

Dal coro dei corrispondenti si levano anche le voci di coloro che ringraziano Gallian per la sua umanità e generosità. È il caso della lettera di Giuseppe Ungaretti dell’11 giugno 1934, affettuosa testimonianza dell’impegno personale profuso da Gallian nella raccolta di firme per la petizione finalizzata alla nomina di Ungaretti ad Accademico d’Italia: «Mio Caro Gallian, voglio ringraziarti tanto, e di tutto cuore, della profonda, vera fraternità che mi dimostri. Come si fa a ringraziare a parole? Vorrei in qualche modo dimostrarti quello che sento nel cuore per questa tua bontà».

Tra le carte di Gallian si conservano materiali, per lo più dattiloscritti, relativi a racconti, poesie, articoli e saggi; sono presenti poi taccuini, quaderni di appunti e agende contenenti annotazioni varie. Il riordinamento del fondo ha riservato una sorpresa: tra i volumi rilegati dello scrittore si è trovato il dattiloscritto dell’ultimo romanzo di Gallian, dettato al figlio Enrico nel 1964 e rimasto inedito, Diario di un cannibale.

Particolarmente ricca ed interessante risulta la sezione dell’archivio riguardante l’opera teatrale2: si custodiscono stesure dattiloscritte, con correzioni autografe, di una quindicina di opere di Gallian, a partire dal primo lavoro, La casa di Lazzaro, rappresentato la sera del 28 febbraio 1929 presso il Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia, fino all’ultima opera, Ritratto di ultima donna, tre atti pubblicati su “Maschere” nel numero di settembre-ottobre 1963.

Il fondo è impreziosito da una nutrita sezione bibliografica che comprende da un lato le prime edizioni delle opere di Gallian, dall’altro una decina di voluminosi raccoglitori, confezionati dallo stesso scrittore, contenenti ritagli di stampa relativi sia alla critica sia ad articoli propri editi su periodici oggi assai difficili da reperire come “Spirito nuovo”, il battagliero foglio d’avanguardia fondato nell’ottobre del 1925 da Gallian, o “I lupi. Quindicinale del Novecentismo fascista” di cui uscirono solo tre numeri nel 1928. Si conserva integralmente solo un numero dell’“Interplanetario” (il n. 6 del 1928, che ospitò il racconto lungo di Gallian, Il dramma nella latteria); tuttavia anche i ritagli sono materiali di corredo preziosissimi, validi punti di partenza per chi volesse redigere una bibliografia degli scritti dell’autore.

Nell’archivio è rappresentata anche l’attività di Gallian critico d’arte e di artista in proprio, grazie anche alla presenza di pieghevoli relativi a mostre personali, come quelle tenutasi a Roma nel 1960 presso lo Studio d’arte Ruiz o nel 1962 alla “Cassapanca”.